ITINERARI “Le Vie del Brigante”

PROPOSTE ITINERARI LE VIE DEL BRIGANTE NELL’AREA DEL POLLINO

La promozione del brigantaggio contribuisce a mantenere vivo e tutelare l’enorme patrimonio che è la nostra storia, sensibilizzando la popolazione locale su un tema che è allo stesso tempo recupero storico e promozione del territorio. Il brigantaggio può divenire un segno forte che la storia ha lasciato nell’area, una traccia della memoria da recuperare, un bene culturale da valorizzare per turisti e nuove generazioni. Gli itinerari vogliono rappresentare una proposta che si caratterizza come un invito al viaggio nella terra dei briganti, in quei luoghi che sono stati testimoni delle loro gesta. Viaggio come esplorazione, conoscenza, come momento di arricchimento culturale, non semplice momento ludico ricreativo. Gli itinerari permettono di conoscere in maniera diretta e diversificata il territorio, percorsi di varia lunghezza che invitano alla scoperta e alla conoscenza del suo ambiente ricco di storia, tradizioni panorami suggestivi, silenzi.. Camminare per imparare a conoscere la natura, la storia, la cultura e gli ambienti che formano il nostro territorio.

“Non c’è modo migliore di conoscere la storia di un territorio che quello di visitare i luoghi dove l’uomo ha lasciato i suoi segni”

“Non c’è modo migliore di conoscere la storia di un territorio che quello di visitare i luoghi dove l’uomo ha lasciato i suoi segni” 

“… Tutto li ricorda: non c’è monte, burrone, bosco, pietra,

fontana o grotta che non sia legata in qualche loro

impresa memorabile, o che non abbia servito da rifugio o

nascondiglio; non c’è cappelletta in campagna dove non

lasciassero le lettere minatorie e non aspettassero i riscatti.

I luoghi… hanno preso nome dai loro fatti”.

Carlo levi  Cristo si è fermato ad Eboli

IL PERCORSO

 “Le Vie del Brigante”

Alla scoperta dei luoghi delle imprese della banda di Antonio Franco

Percorso storico naturalistico nelle terre del Pollino tra le zone colpite dal fenomeno del brigantaggio tra il 1860 e il 1865. Un itinerario che propone un viaggio nel cuore del Parco Nazionale del Pollino tra le aree contigue della Valle del Sarmento (Basilicata) e della Valle del Raganello (Calabria) spartiacque naturale tra la Basilicata e la Calabria, fino al Monte Pollino.

La valle del Sarmento un territorio e sei piccole comunità Noepoli, Cersosimo, San Costantino Albanese, San Giorgio Lucano, San Paolo Albanese e Terranova del Pollino un intreccio millenario di natura e lavoro. Terra di eccezionale bellezza, si presenta ancora oggi in gran parte integra e selvaggia, offrendo una incredibile varietà di paesaggi ed ecosistemi. Coronata da alte montagne, coperta da boschi di vago sapore primordiale di faggi e abeti bianchi, da lussureggianti foreste e di antichi percorsi. Percorsi legati ad un mondo lontano eppure ancora vivo e presente nella memoria e nelle tradizioni delle sue genti, scenario naturale in cui si svolsero le leggendarie scorribande e le numerose malefatte dei briganti: fatti cruenti, omicidi, storie di assalti, sequestri, ruberie, appostamenti, di cacce all’uomo che il più delle volte si concludevano in bagni di sangue. Tanti i luoghi che, sono in grado di testimoniare tali episodi e suscitare nello stesso tempo emozioni profonde e forti vibrazioni dell’anima. Alcune località, caratterizzate dalla presenza di grotte, rappresentarono il luogo ideale per le soste durante le ripetute scorrerie; altre ancora, per la particolare posizione strategica, vennero scelte come luoghi di vedetta e punti di riferimento e di incontro di uno dei gruppi più temuti e pericolosi della zona: la Banda Franco. Guidata da un ex soldato dell’esercito borbonico, Antonio Franco nato a Francavilla sul Sinni nel 1832, che riuscì ben presto ad attirare a sé le numerose altre bande dei paesi limitrofi e a sconvolgere tra il 1860 e il 1865, i tranquilli centri dell’area del Pollino e della Val Sarmento.

Molte le località nel territorio di Terranova di Pollino, furono caratterizzate dal fenomeno di quel periodo, che per la loro posizione strategica, accaddero i più clamorosi episodi briganteschi. La località Duglia, fu teatro di numerosi sequestri e omicidi; la Timpa della Falconara, da sempre ricettacolo della refurtiva e punto di riferimento presso il quale la banda locale incontrava quelle provenienti da altre zone della Basilicata e della Calabria, avvenne il rapimento di un ricco calzolaio, rilasciato alle falde di Serra di Crispo, dopo diversi giorni di prigionia e dietro il pagamento di un cospicuo riscatto. Nelle vicinanze di Timpa Pietrasasso, la Fontana del Salinaro presso la quale nel 1864 venne commesso un triplice omicidio; la Sorgente Catusa, luogo incantevole immersa in un fiabesco bosco di faggi secolari, conserva le tracce del loro passaggio; a qualche centinaia di metri dalla sorgente si erge Timpa Vitelli  in cui desta particolare interesse la così detta “Grotta dei briganti“, un luogo mitico per eccellenza ed estremamente suggestivo, sulle cui pareti sono stati rinvenuti incisi, i nomi e le date di coloro che vi trovarono rifugio e che secondo la tradizione orale popolare nasconde ancora l’inestimabile tesoro, frutto delle razzie effettuate nel corso degli anni. In questa località secondo le fonti venne commesso nel 1865 l’ultimo cruento reato della banda, l’uccisione di due pastori sospettati di tradimento; dopo poco tempo, nel Novembre dello stesso anno tutti i componenti della stessa compreso Antonio Franco, vennero catturati a Lagonegro e dopo un rapido processo, fucilati sul Colle di Montereale a Potenza il 31 Dicembre 1865.

Visitare questi luoghi e ripercorrere le storie verosimili e le leggende di uomini d’altri tempi, respirare i profumi e godere dei colori della vegetazione, immergersi completamente nei rumori del bosco e arrivare a perdere il contatto con la realtà di tutti i giorni è un’esperienza fortissima che solo un luogo così unico e suggestivo, come la Val Sarmento, può regalare.

L’ itinerario “Le vie dei briganti”. A coloro che lo volessero percorrere, possiamo fare un augurio:

“Benvenuti nel Regno di Antonio Franco”.

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